Apporti di Renato Ventrella

PRESENTAZIONE
I progetti qui presentati sono una piccola selezione di disegni realizzati a Neuchatel nei primi anni del 2000.Elaborati in Svizzera ma realizzati a Napoli nell’atelier di Asad, questi pezzi rappresentano un primo timido ritorno alle mie origini come atto d’amore dovuto ai miei figli e omaggio ai miei amici napoletani. E’ un ritorno al futuro più che un voltarmi indietro. Nessuno spazio alla tradizione, dunque, e libero accesso all’immaginazione. La scelta di questi progetti è dovuta solo al loro grado di piacevolezza nel realizzarli fuori da ogni logica programmatica o tematica discorsiva d’insieme. Qui non si tratta di una mostra personale di unartista ma di un apporto da persona a persona, da luogo a luogo, da un padre ai propri figli. C’è un atto vecchio come il mondo che diviene un fatto, un miracolo giornaliero che diviene un momento d’incontro. Anche così può nascere un evento.

IL PIACERE
C’è un piacere innegabile nella realizzazione di un progetto formale. Al di là del senso dell’idea, dei suoi significati, dei suoi valori culturali, c’è il gusto semplice dell’abbandonarsi al processo inarrestabile ed esclusivo della sua evoluzione. Forse è nell’intimità di questa esclusività che si trova il piacere? Nell’abbandono allo sviluppo naturale di equilibri formali? Nell’anelito verso una perfezione immaginabile? Nell’autonomia del processo estetico libero da impegni concettuali? Nella sensualità di uno stato di trance creativa?

ESTRAPOLAZIONI
Per me disegnare un gioiello, come qualsiasi altra cosa, è disegnare un tutto. Un pensiero globale in cui far crescere l’idea e la sua realizzazione. Un gioiello, ancor più di un orologio, ad esempio, non sarà mai un oggetto fine a se stesso perché non prescinderà mai dal corpo a cui è destinato e mai dal suo creatore, dai suoi stati d’animo, dai suoi sogni. Creare qualcosa è mettere questa cosa nel suo tempo che non sarà necessariamente quello in cui si trova. Il tempo di un oggetto è nella coscienza temporale del suo creatore. Essere, per un oggetto, è essere nel suo tempo. Creare un nuovo oggetto è creare un nuovo tempo per farlo esistere.

CIRCUITO
Corpi intrecciati si susseguono in un amplesso senza fine, sinuosità penetranti scorrono in un’intesa continua su un programma divino di erotismo e seduzione. Circuito magnetico di polarità adeguate. Motore d’esistenza d’ogni cosa che vive.

MOBULA-MOBULAR
E’ un pesce? Un uccello? E’ un diavolo di mare, una manta, una raja o razza in italiano. Questo piccolo “concord” dei mari, suggestiva e perfetta creatura degli abissi.

ANELLO B
Circonferenze legate tra loro in un circuito continuo, coppia di seni o di altri emisferi sinuosi, sintesi preziosa di ogni cosa che inizi con una “b” (come “baiser”, per esempio.)

SINTESI
Un gioco di gambe di un pi immaginario. Un pendolo suggestivo in equilibrio su un filo. Tabernacolo, Athanor, sintesi eroica di un principio femminile…

PATENIKE
Questa Nike di Samotracia ipotetica un po’ donna e un po’ angelo improbabile, un po’ sirena senza coda, un po’ genio della lampada senza lampada. Genius loci napoletano.

Roberto Ventrella