Forme di movimento

“Papà fai un po’ di gioielli così”, mi diceva Emiliano regalandomi con sguardo serio alcuni foglietti. Speravo di poter creare qualcosa partendo dall' immaginazione di mio figlio, come faceva mio padre con me e prima ancora, mio nonno con lui. Rientrato al lavoro ripresi quei ritagli spiegazzati ma, per quanto mi sforzassi, non riuscivo a renderne realizzabile nessuno. Mi arresi, rimandando l’impresa e proprio mentre distendevo i modelli per riporli, compresi quale fosse l’idea nascosta: il sogno del foglio di conquistare il volume.

Le forme come sintesi di ricordi impressi, il movimento che sgorga dalle curve di quel sogno. Come il foglio di carta assorbe l’energia fisica e creativa del bambino che lo modella, caricandosi di senso e sensazioni, così il foglio di duro metallo si piega, si muove, si incastra al volere della forgia, del martello, della mano. Il movimento immaginato è ora espresso, percepito, visivo. Giochi di forme che attraverso il movimento riportano il movimento.

Asad Ventrella
Dicembre 2011